Di VA.ZA.

«Intelligenze diverse per la nuova normalità»

TAVOLA ROTONDA 22 feb 2021
Il panel moderato dal direttore Maurizio Cattaneo con Joerg Eberhart (Air Dolomiti), Giuseppe Degrandi (Fresenius Kabi Italia), Raffaele Boscaini (Masi Agricola) e , Emanuela Lucchini (Ici Caldaie) Il panel moderato dal direttore Maurizio Cattaneo con Joerg Eberhart (Air Dolomiti), Giuseppe Degrandi (Fresenius Kabi Italia), Raffaele Boscaini (Masi Agricola) e , Emanuela Lucchini (Ici Caldaie)

Riusciranno le imprese veronesi a «vincere nel new normal», e quindi a confermare la loro leadership nella nuova normalità che si profila in arrivo nei prossimi mesi? Su questo tema, ieri, Maurizio Cattaneo, direttore de L’Arena, ha interrogato Emanuela Lucchini, presidente di Ici Caldaie; Raffaele Boscaini, direttore marketing di Masi Agricola Spa e vicepresidente di Confindustria Verona con delega all’internazionalizzazione; Joerg Eberhart, presidente e ceo di Air Dolomiti; Giuseppe Degrandi, ad Fresenius Kabi Italia.

 

TRASPORTO AEREO. Il conto della pandemia è pesantissimo, soprattutto per alcuni comparti, come il trasporto aereo. Air Dolomiti, basata a Verona e società di Gruppo Lufthansa, di norma faceva volare 2milioni circa di passeggeri l’anno tra Verona e la Germania. «Nel 2020 ci siamo fermati al 40%. Nel 2021 siamo tra il 5 e il 10%. A febbraio di un anno fa ci siamo attivati per salvaguardare i posti di lavoro e poi per rendere i viaggi più sicuri possibile. Se non ci fosse stata la Cassa integrazione guadagni saremmo falliti», ragiona Eberhart, che rileva come gli aiuti governativi di Germania e Italia siano indispensabili per mantenere in vita il settore.

 

Cosa succederà da qui in avanti? «La vera domanda è “quando inizierà la nuova normalità?”. Per quanto riguarda i viaggi e il business ci attendiamo una rapida ripresa entro il 2025. Ma l’incognita riguarda gli spostamenti per meeting, congressi, eventi e fiere. Sarà davvero ritenuto indispensabile spostarsi sempre fisicamente?», si chiede Eberhart.

 

TERMOMECCANICO. Anche l’industria manifatturiera ha subito l’impatto del Covid 19. «I progetti innovativi sono stati accelerati», racconta Lucchini, alla guida di Ici Caldaie, che dà lavoro a 350 dipendenti a Campagnola di Zevio, «nonostante già nel 2019 le imprese del nostro settore segnassero riduzioni di Ebitda e fatturato. Non abbiamo rallentato sulla ricerca e ora siamo ai tavoli del ministero dello Sviluppo con Confindustria sul Recovery Fund». Il new normal cambierà le aziende, «che impareranno a lavorare in filiere, collaborando e costruendo alleanze. Nelle imprese, l’efficienza si calcolerà sui risultati», prevede Lucchini.

 

FARMACEUTICO. «Il settore farmaceutico ha operato una scelta precisa. Ci siamo detti che volevamo sopravvivere alla pandemia e quindi non abbiamo rallentato progetti, investimenti e assunzioni. Nell’ultimo anno abbiamo pianificato circa un centinaio di ingressi: operai, amministrativi e laureati», garantisce Degrandi, che riferisce di mesi complicatissimi, in cui il settore ha continuato a produrre a fonte di una richiesta dilatata a dismisura. «Dagli ospedali arrivavano preghiere per ottenere qualche fiala di sedativo o qualche respiratore in più. Nessuna impresa può quintuplicare la capacità produttiva all’istante. Poi abbiamo imparato a fare sistema, tra ministero, regioni, agenzie del farmaco, aziende ed ospedali», ricostruisce.

 

AGROALIMENTARE. Vicinanza ad esercenti, clienti ed operatori che commercializzano all’ingrosso o al dettaglio, contatto diretto attraverso i social con il consumatore finale, utilizzo di nuovi canali distributivi sono le strade identificate dal mondo del vino, il più penalizzato dell’agroalimentare, durante il lockdown. «La vigna ha continuato a produrre, ma a valle l’Horeca è rimasto fermo. Le aziende però non si sono rassegnate e non hanno tirato i remi in barca. Tutti abbiamo continuato a lavorare ed investire», afferma Raffaele Boscaini.

 

LE PREVISIONI. Il new normal riserverà sorprese. Secondo Eberhart forse si farà squadra tra compagnie aeree come Lufthansa e Alitalia. «Per mettere in piedi partnership commerciali. Il punto non sarà acquistare il marchio italiano: non abbiamo liquidità da investire al momento». «La transizione digitale renderà le imprese più efficienti: non si può digitalizzare ciò che non funziona. Anche il lavoro acquisterà nuove accezioni: diventerà più intelligente e proattivo permettendo di esprimerci al meglio», ipotizza Lucchini. «In futuro serve vincere ogni resistenza al cambiamento», interviene Degrandi. «Ci verrà chiesto di essere sempre più green e sostenibili nelle produzioni e di investire nel capitale umano», prevede Boscaini. • VA.ZA. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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