Di Monica Sommacampagna

«Verona e tutto il Veneto torneranno a crescere»

CREDITO 22 feb 2021
Leonardo Rigo in collegamento dialoga con Maurizio Cattaneo Leonardo Rigo in collegamento dialoga con Maurizio Cattaneo

«Per i prossimi mesi mantengo una visione ottimistica, non solo per lo sviluppo del piano vaccinale e l’autorevolezza del nuovo governo ma soprattutto per la peculiare dinamicità di Verona e del Veneto a livello nazionale». Lo ha dichiarato Leonardo Rigo, responsabile Direzione Territoriale Verona e Nord-Est del Banco Bpm in un’avvincente intervista con Maurizio Cattaneo a proposito del ruolo della banca di territorio nel New normal.

LA SITUAZIONE. Il dirigente di Bpm, che nel Veronese conta 111 filiali e 850 collaboratori, ha presentato le performance economiche della nostra provincia alla prova del «maremoto» Covid-19. «Nel 2020 l’impatto sulla produzione industriale di Verona è stato meno negativo di quello di Vicenza o di Padova, l’export ne ha risentito a macchia di leopardo, mentre il turismo ha registrato un decremento del 65% rispetto all’anno precedente». Con un record per la nostra provincia: l’87% delle proposte creditizie è stato deliberato in piazza Nogara in un anno di complessità organizzative per la banca, con chiusure di filiali e turnazioni di personale, a tutela della salute.

I RIMEDI. «Il decreto Cura Italia, il decreto liquidità e il decreto rilancio hanno condizionato le imprese: l’attività di Banco Bpm ha visto oltre 10mila delibere creditizie che hanno comportato moratoria per impieghi nel mondo dell’impresa pari a 2,6 miliardi di euro. Inoltre», ha precisato Rigo, «abbiamo deliberato oltre 1.000 posizioni creditizie di moratorie su mutui a privati per oltre 113 milioni» ha sottolineato.

LIQUIDITÀ. «Dopo questa prima fase sono arrivate numerose richieste di finanziamento garantite dal fondo Pmi per liquidità utili a pagare fornitori o stipendi, pari a oltre 12mila richieste di delibere creditizie per 1,8 miliardi. L’impatto complessivo tra moratorie e finanziamenti è stato di oltre 4 miliardi». Innegabile il peso della pandemia sui risparmi delle famiglie veronesi. «Significativo l’aumento della raccolta territoriale sui conti correnti delle imprese e dei privati, cresciuta di ben 1,6 miliardi tra febbraio 2020 e febbraio 2021: circa il 40% è legato a conti correnti di privati, incerti sul futuro e timorosi di ripercussioni sul lavoro».

 

Il restante 60%, legato alle imprese, è in attesa del nuovo governo per realizzare investimenti, crescite o interventi volti a migliorare l’attività produttiva o commerciale. Sul delicato fronte del passaggio generazionale l’impressione è che il Covid-19 abbia impresso una forte accelerazione: «Alcune realtà in cui non era stato gestito o non era presente stanno cercando opportunità di cedere l’azienda, mentre altre in cui è già avvenuto manifestano volontà di crescere per linee esterne. BancoBpm insieme con Banca Akros, la nostra Corporate Investment Bank, li può accompagnare con una consulenza a livello di finanza strutturata o nella ricerca di interventi sul mercato dei capitali».

LE PROSPETTIVE. Rigo, su invito di Cattaneo, evidenziando il ruolo del BancoBpm come banca del territorio, ha quindi offerto suggerimenti per i prossimi mesi alle famiglie veronesi: «In questo momento rimanere con disponibilità sul conto corrente o scegliere strumenti finanziari con una durata temporale di 12-18 mesi legati solo al mercato monetario o obbligazionario non possono avere marginalità o, considerando l’impatto dell’inflazione, possono avere marginalità netta negativa. Cerchiamo di accompagnare il risparmio delle famiglie nella quota che può essere investita, con la consapevolezza degli strumenti di tutela, su forme di risparmio gestito legate al mondo della bancassicurazione o dei fondi che prevedano anche una percentuale di approccio al mercato azionario. Il tutto in base alla propensione al rischio e alla possibilità di mantenere impegnato il patrimonio per il tempo che può portare a un risultato positivo dell’investimento». •

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