Di Bettina Campedelli e Massimo Dal Lago

Le Top 100 salgono a 47,9 miliardi

L’ANALISI 18 feb 2021
Agsm nel 2019 si colloca al settimo posto tra le top100 scaligere con 1,14 miliardi di fatturato Agsm nel 2019 si colloca al settimo posto tra le top100 scaligere con 1,14 miliardi di fatturato

Dallo scorso inserto è stato introdotto questo nuovo elenco che include le 100 maggiori entità economiche della provincia di Verona. Per entità economiche si intendono singole società o gruppi, che sono presenti quindi nella lista delle top 500 aziende o dei bilanci consolidati veronesi; qualora un gruppo di imprese con sede a Verona avesse redatto un bilancio consolidato, nella lista top 100 è stato inserito quest’ultimo e sono state eliminate le singole aziende controllate; nel caso di società veronesi indipendenti o parte di gruppi aventi sede in altre province o all’estero o che non redigono il bilancio consolidato, nella lista top 100 sono state mantenute le singole società. Per effetto di questa unione di società e gruppi e delle relative elisioni, la lista top 100 risulta composta da 55 aziende (con i relativi dati di bilancio d’esercizio) e 45 gruppi (rappresentati attraverso i dati del bilancio consolidato), in ordine decrescente di fatturato 2019.

 

IL GIRO D’AFFARI. Le top 100 hanno prodotto nel 2019 un giro d’affari complessivo di 47,9 miliardi di euro; tale fatturato presenta una crescita sul 2018 del 6,57%, superiore a quella che aveva registrato il gruppo delle top 100 nello scorso inserto (+4,99% la variazione del 2018 sul 2017). Le aziende e i gruppi che hanno visto il proprio fatturato stabile o in crescita nel 2019 sono state 71 (erano 75 lo scorso anno): se ne deduce che negli ultimi due anni analizzati si è manifestato uno sviluppo crescente e comunque molto diffuso tra le realtà maggiori. Per completare il profilo economico delle top 100 occorre osservare l’andamento dei principali risultati reddituali: l’Ebitda complessivo risulta incrementato in maniera significativa nel 2019 (+8,68%), dopo un anno in cui aveva registrato un calo; risultano invece in calo anche quest’anno l’Ebit (-2,06%) e in misura più contenuta il reddito netto (-0,55%). In generale anche il trend di questi ultimi appare comunque migliorato rispetto a quello registrato nel precedente inserto.

 

I PRINCIPALI INDICI. Gli indici di redditività per effetto della dinamica economica appaiono tutti in lieve flessione nel 2019, ad eccezione dell’Ebitda/fatturato che aumenta da 7,77% a 7,92%. Il Roa è in calo da 6,58% a 6,03%, il Ros passa da 4,74% a 4,36%. La redditività netta (Roe) registra una riduzione di quasi un punto percentuale, da 10,95% a 10,08%. Sul fronte patrimoniale e finanziario, si osserva che le top 100 cumulano nel 2019 investimenti lordi (totale attivo) per 34,6 miliardi, con una crescita rilevante sul 2018 (+6,91%) benché inferiore a quella registrata nell’anno precedente (+10,04%). Ancora più consistente è la crescita della patrimonializzazione delle top 100 che hanno visto aumentare il loro patrimonio netto nel 2019 dell’8,04%, fino a raggiungere un valore aggregato di 14,3 miliardi di euro; la crescita risulta un po’ inferiore a quella dell’anno precedente (+11,39%).

 

I debiti finanziari risultano cresciuti nel 2019 decisamente di più del patrimonio netto (+18,09%); sottraendo ad essi la liquidità disponibile, la posizione finanziaria netta del complesso delle top 100 raggiunge nel 2019 i 4,3 miliardi di euro. La crescita dell’indebitamento superiore a quella del patrimonio netto ha fatto peggiorare leggermente il debt/equity, che sale da 0,46 a 0,51, benché questo indichi che solo un terzo delle fonti di copertura finanziaria delle top 100 proviene dall’indebitamento verso banche e altri finanziatori. La dinamica degli oneri finanziari a conto economico è in crescita (+6,55%) ma l’incidenza sul fatturato resta costante nei due anni analizzati (Of/fatturato pari a 0,37% sia nel 2018 che nel 2019). La crescita dei debiti finanziari determina un rallentamento nella capacità di rimborso degli stessi, essendo il debt/Ebitda passato da 1,77 nel 2018 a 1,93 nel 2019.